Tesi di Laurea – Norme metodologiche

Impostazione tipografica

La tesi di laurea consterà di almeno 80.000 battute e non più di 140.000; la tesi di laurea magistrale consterà di almeno 150.000 battute e non più di 250.000. Per entrambe, il numero di battute include gli spazi, mentre esclude: bibliografia, tabelle, foto e altri strumenti integrativi.

  • Il formato del foglio è A4 (cm. 21 x 29,7).
  • Il carattere da usare è Times New Roman; corpo 12 per il testo, corpo 11 per le citazioni fuori testo e corpo 10 per le note; interlinea 1,5 per il testo e singola per citazioni e note.
  • Il margine alla sinistra è di cm. 4, i margini superiori, inferiori e alla destra di cm. 3.

Struttura

  • Copertina (testualmente identica al frontespizio)
  • Frontespizio
  • Sigle e abbreviazioni
  • Introduzione
  • Esposizione dell´argomento per capitoli e paragrafi
  • Conclusione
  • Eventuali appendici
  • Bibliografia generale
  • Indice generale

Copertina e frontespizio

PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELL´ITALIA MERIDIONALE
ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE
“S. Roberto BELLARMINO”
CAPUATesi di Laurea / Tesi di Laurea MagistraleTITOLO DEL LAVORO
Eventuale sottotitolo

Relatore:
Ch.mo Prof. Nome Cognome
Candidato/a:
Nome Cognome
Matricola n° …….

Anno Accademico 20… – 20…

 

Sigle e abbreviazioni:

è necessario premettere una breve elencazione di tutte le sigle e le abbreviazioni utilizzate nel testo.

Per le sigle ed abbreviazioni relative al campo teologico fa fede

S. M. SCHWERTNER,Internationales Abkürzungsverzeichnis für Theologie und Grenzgebiete. IATG2, Walter de Gruyter, Berlin-New York 1992.

Abbreviazioni più ricorrenti

  • all. allegato
  • cap./capp. capitolo/capitoli
  • cfr. confronta
  • cit. opera citata
  • col./coll. Colonna/colonne
  • ecc. eccetera
  • ed. curatore/curatori
  • es. esempio
  • fig./figg. figura/figure
  • Ibidem <<allo stesso posto>>
  • Idem <<lo stesso>>
  • n. nota
  • n°/nn. numero/numeri
  • orig. originale
  • p./pp. pagina/pagine
  • par. paragrafo/paragrafi
  • s./ss. seguente/seguenti
  • tr. traduttore/traduttori
  • trad. traduzione
  • v./vv. versetto/versetti
  • vol./voll. volume/volumi

Introduzione

Deve far cogliere al lettore immediatamente l´argomento trattato, le ragioni della scelta e le modalità con cui è impostato il lavoro, nell´introduzione quindi deve apparire con chiarezza: l´oggetto d´indagine, il metodo seguito, la struttura del percorso.

Rimandi, citazioni e note a piè di pagina

Il rimando è una nota che inizia con “cfr.”, e intende appunto rimandare ad una o più opere che trattano più esaustivamente l´argomento toccato nel testo corrispondente.

Es.: Cfr. F. RUSSO,Elementi di metodologia, Luciano Editore, Napoli 1995

Ogni inserimento di testo originale di un autore nel corso della dissertazione richiede una puntuale citazione in nota a piè di pagina, offrendo le indicazioni bibliografiche esaustive del testo da cui si cita (compreso n° di p.). Si seguano queste indicazioni:

- in nota non si mette “cfr.”.

- Una citazione importante (comunque di più di tre righe) va scritta con rimando a capo prima e dopo e con corpo 11, usando prima e dopo i ´caporali´ (<< >>). La citazione sarà preceduta e seguita da una riga bianca, con un margine di 5 mm. solo a sinistra, non a destra.

Es:

<<Che la famiglia si riveli un paradosso, in quanto definita tale dal codice simbolico della società, comporta ovviamente problemi e difficoltà, ma ciò non deve sorprendere: tale appunto essa deve essere. nella famiglia vengono posti sullo stesso piano e trattati come funzionalmente equivalenti gli “opposti”>>.

[P. Donati- P. Di Nicola, lineamenti di sociologia della famiglia,Carocci, Roma 2002. p.133]

Una citazione breve può essere lasciata nel testo, preceduta e seguita da ´caporali´ (<< >>);

Es.: Secondo s. Tommaso d´Aquino, <<il dono è propriamente una donazione senza ritorno [...],ciò che è donato senza intenzione di retribuzione>> [Summa Th., I, q. 38, a. 2]. L´assenza di reciprocità definisce dunque la donazione, senza esigere l´eliminazione degli elementi in questione.

Gli esponenti delle note vanno posizionati sempre davanti alla punteggiatura.

Es.: amore.

Quando si fa per la prima volta riferimento ad un testo nelle note a piè di pagina, si danno –come nella bibliografia finale – le indicazioni bibliografiche complete, con le pagine di riferimento:

Es.: P. MAIBERGER, sinaj, in G.J. Botterweck – H. Ringgren (ed.), Grande Lessico dell´Antico Testamento. VI, Paideia, Brescia 2006, pp. 150-173.

Quando si vuole ripetere il contenuto della nota precedente, non cambiando nulla, nemmeno il numero delle pagine o delle colonne, si scrive Ibidem.
Quando si intende ripetere il contenuto della nota precedente, non cambiando nulla, ad eccezione del numero delle pagine o delle colonne, si scrive Ivi, specificando il numero della pagina. Es.: Ivi, p. 158.
Quando si fa riferimento ad un volume già menzionato precedentemente nelle note si indica l´autore, il titolo abbreviato e si sostituiscono le ulteriori indicazioni con ´cit.´, indicando il numero delle pagine.
Le parole in una lingua diversa da quella usata per il testo corrente dovranno essere scritte in corsivo.
Le suddivisioni nei capitoli andranno identificati con numerazione araba con un massimo di tre grandezze di sottotitoli (es.: 1. 1.3. 1.3.1). Oltre il terzo tipo di grandezza di sottotitoli (1.3.1) si possono utilizzare le lettere maiuscole dell´alfabeto latino.

Citazioni bibliografiche

Citazione volume autore

N. COGNOME (in maiuscoletto), Titolo (in corsivo), Casa Editrice, Luogo e Anno di edizione (non separati da virgola).

Se il volume considerato è una nuova edizione, occorre indicare il numero di edizione con l´esponente (apice) alla fine dell´anno di pubblicazione.

Es: P. Donati- P. Di Nicola, lineamenti di sociologia della famiglia,Carocci, Roma 2002 .

Citazione volume curatore

N. COGNOME (ed.), Titolo, Casa Editrice, Luogo e Anno di edizione.

Es.: L. CAIMI (ed.), Per una cultura della legalità. Dinamiche sociali, istanze giuridiche e processi formativi, ISU-Università Cattolica, Milano 2005.

Citazione contributo

N. COGNOME (ed.), Titolo, in Curatore (ed.), Titolo, Editrice, Luogo e Anno, pp.

Citazione volume collettaneo

Se vi sono più autori o più curatori (ed.)3 di un´opera si indicano al massimo i nomi dei primi tre, separati da un trattino breve preceduto e seguito da uno spazio, seguito da: et alii.

Citazione volume di autore straniero tradotto in italiano

N. COGNOME, Titolo (orig. inglese/francese/tedesco ecc. anno), Casa Editrice, Luogo e Anno di

edizione.

In caso di citazione ripetuta della stessa opera, si indica solo l’autore e€“, in caso il titolo sia di più periodi€“, solo la prima parte dello stesso

(omettendo anche Casa Editrice, Luogo e Anno di edizione).

Es.: L. CAIMI, Cattolici per l´educazione, cit., p. 22.

SAGGI, ARTICOLI DI RIVISTE E DI ENCICLOPEDIE

Citazione di saggio da rivista/periodico

N. COGNOME, Titolo, in <<Titolo Rivista>>, annata, fascicolo (anno), pp.

Citazione di saggio da rivista/periodico/voci enciclopedia

La citazione di un contributo presente in un dizionario/enciclopedia segua questi criteri: N.

COGNOME, Titolo, in Curatore (ed.), Titolo enciclopedia, Casa editrice, Luogo e anno di

pubblicazione, p./pp. oppure col./coll.

Articolo di giornale/quotidiano

N. COGNOME, Titolo dell´articolo, <<Nome del quotidiano>>, giorno/mese/anno, pagina.

CITAZIONI BIBLICHE

Per quanto riguarda i testi biblici, si seguano le abbreviazioni e le modalità di citazione indicate nella Bibbia di Gerusalemme. In particolare:

- Il nome del libro biblico può essere scritto per esteso se il documento intende raggiungere un pubblico non avvezzo alla Bibbia.

Es.: Matteo 3,10.

- I libri biblici, in tutti gli altri casi, devono essere abbreviati con due lettere (senza punto o virgola) seguite da spazio e numero del capitolo, versetto/i. Mt 3,10.

CITAZIONI DEI TESTI CONCILIARI

Per i testi conciliari si faccia riferimento a: LORA E. (ed.), Enchiridion Vaticanum. 1. Documenti del Concilio Vaticano II. Testo ufficiale e versione italiana, EDB, Bologna 1985.

Volendo citare ad es. la Costituzione Sacrosanctum concilium 7 si può procedere in questo modo:

SC 7 (EV 1, nn. 9-12).

Materiale archivistico

Il materiale archivistico viene citato secondo il criterio “dal generale al particolare”. Dovendo citare un manoscritto, si procederà dunque nell´ordine seguente:

Città, NOME ARCHIVIO, Fondo…, b. (busta), fasc. (fascicolo), f. (foglio) [oppure c. = carta], n.

(numero).

L´appendice

Contiene fonti inedite, documenti importanti, citazioni di brani interi, tabelle, schemi o diagrammi. In genere reca, in prima pagina, un suo indice particolare. Va posta al termine del capitolo, se strettamente inerente a quella sezione della tesi, altrimenti è preferibile venga posta al termine del testo.

La bibliografia

Comprende l´elencazione di tuttii testi citati nel corso della tesi. I testi consultati vanno inseriti, anche se non citati nel testo, solo se li si ritiene effettivamente utili all´argomento (non vanno inseriti per “gonfiare” la bibliografia). Se il lavoro ha preso in esame un autore, la bibliografia deve essere suddivisa in due parti: bibliografia dell´autore (o principale); bibliografia sull´autore (o secondaria). Si riducano al minimo le suddivisioni all´interno della bibliografia per favorire la reperibilità dei testi citati.